OLIMPIADI 2020: LE MASCOTTE MIRAITOWA(ミライトワ) E SOMEITY(ソメイティ)

Gennaio 27, 2020

 

le mascotte Miraitowa e Someity

Attraverso il programma educativo nazionale Tokyo 2020 “Yoi done” (preparatevi!) pensato per coinvolgere tutti gli studenti del Giappone e far conoscere i valori dei movimenti olimpici e paraolimpici sono state scelte le mascotte da una giuria molto speciale: i bambini delle scuole elementari giapponesi!

Con particolare sensibilità (è il caso di dirlo) del comitato organizzatore che ha voluto dare la possibilità anche ai bambini non vedenti venendo in aiuto al loro contributo realizzando dei modelli tridimensionali in modo da sfruttare le loro capacità tattile.

Alla fine sono state scelte per le Olimpiadi Miraitowa e per le Paraolimpiadi Someity.

Il nome di Miraitowa è composto da due parole futuro(mirai) e eternità(towa) ed è stato scelto per ispirare un futuro di eterna speranza a tutti.

Someity invece è il simbolo delle Paraolimpiadi, nasce dalla parola fiore di ciliegio (someyoshino) ma anche dal gioco della parola inglese so mighty molto forte.

Someiyoshino è una varietà di ciliegio molto famosa: la mascotte infatti ha dei sensori tattili a forma di petali di ciliegio e rappresenta la grande forza mentale e fisica che gli atleti paraolimpici dimostrano durante le gare.

Entrambe le mascotte “vivono nel mondo digitale e possono spostarsi liberamente da lì al mondo reale attraverso internet”, come ha reso noto il comitato organizzatore dei Giochi in occasione della loro presentazione.

“I Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020 hanno finalmente le loro mascotte – ha commentato Ryohei Miyata, presidente della commissione selezionatrice -. Questo significa molto, specialmente in Giappone. Non vedo l’ora di vedere questi due personaggi prendere vita negli stadi, nelle strade e in TV. I bambini hanno scelto due mascotte che incarnano la tradizione antica e l’innovazione. Credo che questa sia una scelta eccellente dal momento che la vision del logo di Tokyo 2020 è “innovazione dall’armonia”, il che implica che l’innovazione si verificherà quando il vecchio e il nuovo di Tokyo e del Giappone si uniranno”.

 


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